L’Architettura, la Storia, il Territorio



La Masseria San Nicola, in territorio di Putignano, è un pregevole esempio di complesso edilizio risalente al XVII secolo con i caratteri tipologici dei tradizionali insediamenti rurali delle “masserie”, che caratterizzano il rigoglioso paesaggio della Murgia dei Trulli nel sud-est barese.
Il complesso edilizio è composto dall’aggregazione di più cellule volumetriche fra cui una cappella dedicata a San Nicola, due grandi stalle attualmente adibite a deposito attrezzi agricoli ed una grande corte interna di forma rettangolare con 20 nicchie mangiatoie.
Nella classificazione dei morfotipi edilizi rurali delle Linee guida del PPTR, questo bene fa parte degli edifici complessi di tipo a corte, nella fattispecie si tratta di una masseria fortificata senza torre. Il corpo originario della masseria risale al XVII secolo, successivi invece sono i volumi delle due stalle con tetto spiovente a tegole, risalenti al 1901. È grazie a questo ampliamento che i cortili interni assumono la peculiare disposizione che ritroviamo oggi. La corte originaria della masseria, infatti, è quella più piccola situato a Nord (circa 120 m2), alla quale è stata successivamente aggiunta la grande corte di circa 500 m2, lasciando però perfettamente traccia dell’impianto originario. Il nuovo cortile ha sicuramente arricchito notevolmente la struttura fungendo da splendida cornice visiva per chi accede all’edificio dall’ingresso principale ad Est. Una volta percorso il viale esterno sterrato segnato dai muretti a secco sulla sinistra e dall’antico muro di difesa sulla destra, si gira l’angolo del cancello d’ingresso e lo sguardo si apre su una varietà di volumetrie che vanno a comporre la masseria, caratterizzate da materiali e tecniche costruttive tipiche del territorio. Si riconoscono subito la pietra calcarea arenitica, la calce bianca che ricopre tutte le superfici, i caratteristici tetti a “pignon”, nicchie, mangiatoie, e la scala in pietra che consentiva l’accesso ai piani superiori, destinati all’uso abitativo. Una curiosità: anche questa scala è in realtà un’aggiunta dovuta ai successivi ampliamenti. Come riportato in precedenza la masseria nasce come “masseria fortificata” e si ha traccia di questo in uno dei locali del piano terra dove oltre ad un magnifico camino è ancora visibile l’originaria botola d’accesso agli spazi abitativi della masseria. Gli altri ambienti che caratterizzano il piano terra sono: le due grandi stalle in pietra con volta a botte del 1901, diversi blocchi destinati a deposito e originariamente a riparo per gli animali, e l’antica chiesetta rurale dedicata a San Nicola, purtroppo anch’essa adibita a deposito nel 1901.
Un aspetto di grande pregio dell’edificio è che l’ampliamento non ha intaccato le strutture originarie, consentendo così di conservare assolutamente integra l’autenticità costruttiva originaria.
La Masseria San Nicola è citata in diversi studi e pubblicazioni tra cui “Masserie di Puglia”(Mario Adda Editore), dove sono anche riportati i disegni dei prospetti.
La Masseria San Nicola rappresenta una testimonianza storico-culturale-sociale nel territorio. La sua costruzione risale agli inizi del ‘600 ad opera della famiglia Minunni. La sua fruizione fu particolarmente significativa durante la peste della fine del ‘600 quando fu utilizzata per ospitare gruppi di famiglie che volendo sfuggire all’epidemia, uscirono dal centro urbano e nello stesso periodo è altresì documentato l’utilizzo della chiesetta rurale annessa (tutt’ora esistente seppur trasformata in deposito nell’anno 1900) dedicata a San Nicola (santo la cui devozione si ampliò molto in quel periodo). Nel 1919/1920 la sua estensione originaria (otre 100 ettari) fu notevolmente ridotta poiché il proprietario avv. Vincenzo Angelini de Miccolis, reduce dalla prima guerra mondiale, realizzò una mini riforma agraria in proprio concedendo in enfiteusi venticinquennale lotti di 2.500 mq l’uno a reduci di guerra che avessero determinate caratteristiche di reddito e di composizione familiare. La sua costruzione è quella tipica delle masserie fortificate, seppur nell’anno 1900 fu oggetto di importanti modifiche ed ampliamenti edilizi che tuttavia non ne hanno alterato l’impianto originario, facilmente leggibile. Pervenne alla famiglia de Miccolis a seguito del matrimonio di Carlo Saverio de Miccolis con Maria Minunni (ultima discendente della famiglia) nella seconda metà del ‘700. Tuttora proprietà della famiglia Angelini de Miccolis che da diversi anni concede alla compagnia teatrale Formediterre (già Compagnia delle Vigne) alcuni spazi della masseria quale sede per residenze artistiche e laboratori di formazione teatrale anche con spettacoli aperti al pubblico nella corte.
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